2017/CONCRETECLIMBING

2017/concrete climbing

Ci sono modi diversi per vivere a fondo una passione fino a diventarne parte integrante, uno di questi è sentirsi parte attiva, cercando o creando luoghi nuovi in cui esprimere la propria fantasia verticale. Quando una “cosa” diventa arrampicabile? Quando desideriamo che lo sia. Quando una parete diventa scalabile? Quando questa ha appigli e la loro ricerca risulta essere il motore di tutta l’arrampicata. In pochi metri di roccia, puoi inventarti un mondo intero. Se hai poco a disposizione, ti accorgerai che non servono pareti o spazi immensi per dar forma alla tua creatività. Questo concetto ha spesso spinto arrampicatori fortissimi a salire passaggi o vie leggendarie in posti dimenticati e spesso lontano dal concetto di bellezza. Volendo possiamo andare oltre estremizzando il concetto di ricerca e creatività. Ci sono situazioni così lontane dall’immaginario dell’arrampicata, che quasi più non gli appartengono se non attraverso il gesto: unico filo conduttore tra la roccia e tutto il resto, tra il naturale terreno di gioco e quello più innaturale che ricerchiamo in modo ossessivo, fino a crearlo con le nostre mani. Lasciandoci trasportare dall’arrampicata attraverso i concetti di creatività e ricerca, abbiamo attraversato alcuni ambienti dove queste espressioni si manifestano. Se la roccia è il terreno più scontato, resterà sempre il luogo di predilezione di ogni arrampicatore “classico” che ricerchi un’espressione, ma con l’introduzione di un concetto d’arrampicata più vasto e libero da standard classici, ogni luogo che presenta una verticalità può essere terreno di gioco e di ricerca. Lo spazio urbano può presentare spunti che talvolta sono difficili da trovare in natura e quando neppure questo basta, con pochi elementi possiamo creare nuovi spazi dove inseguire quel gesto che unisce luoghi diametralmente opposti…questa è l’arrampicata.

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