2016/chiomonte

2016/chiomonte rises again

3 luglio 2011 un gran baccano e poi il silenzio. Non nel cantiere, non nella strada che porta alla Maddalena, dove il flusso dei camion e il rumore delle trivelle rimane un brusio di fondo ma nei boschi ,tra le pietre e In quel tratto di montagna che dall’ inizio degli anni 2000 fu laboratorio, fucina e spesso rifugio per tanti arrampicatori Dall’inizio del 2000 i boschi della maddalena rappresentarono infatti uno degli epicentri dello sviluppo della nuova ondata del boulder, non quella del nuovo mattino o dei sassisti della val di mello, non quella del sassismo come allenamento, ma del bouldering come ricerca di nuovi terreni e frontiere, non solo della difficoltà ma anche dell’immaginazione I nuovi centri d’arrampicata che da poco fiorivano in tutta Italia portarono nuove energie in un movimento che da tempo appariva stanco I Sassi della Maddalena divennero così laboratorio e spazio di esplorazione per vivere piccole avventure nella ricerca dell’appiglio più piccolo o più bello. A seconda dei gusti Tre raduni dedicati alla pulizia e alla caccia di nuove linee consentirono di vivere l’arrampicata da protagonisti e non da semplici consumatori. Camminare nel bosco per cercare “il niente”, scoprirlo dal muschio e liberare i movimenti che un pezzo di pietra racchiude in se, è l’ emozione più bella che si può provare quando si vuole vivere quest’attività nel modo completo, e Chiomonte fu per molti un spazio dove poterlo sperimentare. In pochi anni nuovi passaggi e interi settori presero forma sotto i colpi di spazzola del gruppo torinese e valsusino e in poco tempo il richiamo arrivò forte a tutte le comunità boulderiste Italiane. Cristian Core, Mauro Calibani, Michele Caminati, Gabriele Moroni sono solo alcuni dei tanti grandi nomi che lasciarono strati di pelle se non nuove linee tra i sassi di quella frana che stava avviandosi a divenire uno spot internazionale Una frana e l’entusiasmo di tante persone non furono però all’altezza di una logica più grande: la crescita, il progresso, gli interessi e la velocità. L’alta velocita Il cantiere tav e le conseguenti tensioni che si generarono nell’area della maddalena cominciarono progressivamente ad allontanare i frequentatori, anche più affezionati, da quelle pietre fino al 3 luglio 2011 in cui a seguito degli scontri tra forze dell’ordine e dimostranti l’area fu ritenuta ad alto rischio e i blocchi, compresi nell’Area Rossa, furono inghiottiti dalla vegetazione e Chiomonte divenne cosi famosa in tutto il mondo…ma non come i climber se l’erano immaginata Da poco meno di un anno l’area è stata svincolata dall’ordinanza che ne vietava l’accesso, ma nessun mezzo d’informazione legato al mondo dell’arrampicata ne ha dato notizia. Il 19- 20 novembre 2016 il team rockslave e ritornato sulle macerie sul muschio e su quei sassi per restituire all’arrampicata le sue pietre Chiomonte “Rise and shine “

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